{"id":533,"date":"2012-11-11T00:00:00","date_gmt":"2012-11-10T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.maestrodolio.it\/la-sardegna-unolivicoltura-che-sorprende-dal-blog-italiantalks-com\/"},"modified":"2017-05-04T11:03:25","modified_gmt":"2017-05-04T09:03:25","slug":"la-sardegna-unolivicoltura-che-sorprende-dal-blog-italiantalks-com","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.maestrodolio.it\/it\/la-sardegna-unolivicoltura-che-sorprende-dal-blog-italiantalks-com\/","title":{"rendered":"La Sardegna. Un\u2019olivicoltura che sorprende &#8211; dal blog italiantalks.com"},"content":{"rendered":"<p>Nonostante le immense distese di campi e gli oltre 40.000 ettari di coltivazione, l&rsquo;olivicoltura in Sardegna &egrave; poca cosa in confronto ai dati relativi alla Puglia, ma si colloca, tuttavia, sullo stesso piano dell&rsquo;Umbria. Ad oggi si contano circa 6 milioni di piante coltivate con circa 53.000 aziende olivicole e 10.000 tonnellate di olio, ovvero l&rsquo;1,4% della produzione nazionale.<br \/>La diffusione dell&rsquo;olivo risale, anche qui, all&rsquo;arrivo dei Fenici. Il periodo florido dell&rsquo;olivicoltura non decade insieme alla caduta dell&rsquo;Impero romano, grazie all&rsquo;operato dei governatori della Repubblica di Pisa, pronti a sostenere l&rsquo;impianto degli alberi di olivo. Il periodo di massimo splendore fu proprio durante la dominazione spagnola, che diffuse, tra l&rsquo;altro, molte variet&agrave; del territorio iberico.<br \/>Le aree di maggior produzione sono le colline del Parteolla-Trexenta nella zona sud-orientale, le colline del Sulci-Iglesiente nella zona sud-occidentale, il Montiferru nell&rsquo;Oristanese, il Nuorese e l&rsquo;altipiano del Sassarese. La provincia pi&ugrave; produttiva resta quella di Sassari grazie alla ampia estensione degli oliveti periurbani che circondano la citt&agrave;.<br \/>Le cultivar presenti caratterizzano uno specifico territorio e si ben distinguono tra loro. Le pi&ugrave; diffuse sono la Bosana, tipica del Sassarese, dalla drupa piccola e con una buona resa di olio, la Semidana, presente nell&rsquo;Oristanese, dal colore rosso, la Pizz&#8217;e carroga, diffusa in tutta l&rsquo;isola, la Tonda di Cagliari, diffusa nel Campidano di Cagliari e nell&rsquo;Oristanese, e la Nera di Gonnos, coltivata nel Guspinese-Villacidrese. L&rsquo;unica DOP presente &ndash; la DOP Sardegna &ndash; comprende tutto il territorio isolano, con indicazioni precise nel disciplinare di produzione, e viene prodotta con l&rsquo;80% dalle variet&agrave; Bosana, Tonda di Cagliari, Nera di Villacidro, Semidana e col 20% di variet&agrave; minori presenti nel territorio, senza che queste incidano sulle caratteristiche finali del prodotto.<br \/>Alcuni consigli per riuscire a conservare un olio per pi&ugrave; tempo possibile con le sue caratteristiche organolettiche originarie potrebbero riguardare una temperatura di conservazione in un intervallo compreso tra i 12 e i 23 &deg;C e la protezione della bottiglia dalla luce diretta e dal calore. Per ci&ograve; che concerne elevati quantitativi di prodotto, sarebbe ideale inertizzare i serbatoi di deposito con l&rsquo;immissione di azoto gassoso o di argon, cos&igrave; da proteggere le caratteristiche sensoriali dell&rsquo;olio.<br \/>L&rsquo;olio DOP Sardegna presenta un sapore lievemente amaricante, ricordando il profumo di cardo selvatico della vegetazione mediterranea. Da gustare a crudo su una insalata di carciofo spinoso e pecorino o per arricchire delle fettine di porceddu.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nonostante le immense distese di campi e gli oltre 40.000 ettari di coltivazione, l&rsquo;olivicoltura in Sardegna &egrave; poca cosa in confronto ai dati relativi alla Puglia, ma si colloca, tuttavia,&hellip;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.maestrodolio.it\/it\/la-sardegna-unolivicoltura-che-sorprende-dal-blog-italiantalks-com\/\" class=\"btn btn-olive\">Leggi tutto <i class=\"glyphicon glyphicon-chevron-right\"><\/i><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":534,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-533","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-blog"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.maestrodolio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/sardegna-3_ResizedTo_800x600.jpg?fit=800%2C600&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.maestrodolio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/533","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.maestrodolio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.maestrodolio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.maestrodolio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.maestrodolio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=533"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.maestrodolio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/533\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":702,"href":"https:\/\/www.maestrodolio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/533\/revisions\/702"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.maestrodolio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/534"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.maestrodolio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=533"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.maestrodolio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=533"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.maestrodolio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=533"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}